Corso di laurea triennale L-34 - Ex Psicologia 1
SCIENZE E TECNICHE PSICOLOGICHE PER L'INTERVENTO CLINICO PER LA PERSONA, IL GRUPPO E LE ISTITUZIONI - Coordinatore: Prof. Giovanni Pietro Lombardo

Disattivato nell'aa 2008-09


Il corso è articolato in un unico percorso formativo.

Comunicazioni da parte del Presidente del Corso:

Conferenza inaugurale 25 settembre 2004
Il 25 settembre 2004, alle ore 10.00 in Aula 3 si terrà la CONFERENZA INAUGURALE A.A. 2004-2005 DEL CORSO DI LAUREA INTERVENTO CLINICO PER LA PERSONA, IL GRUPPO E LE ISTITUZIONI Presiede: prof. Stefano Puglisi Allegra Intervengono: dr. Pier Angelo Sardi-Presidente dell'Ordine Nazionale degli Psicologi dr. Emanuele Morozzo della Rocca-Presidente dell'Ordine degli Psicologi del Lazio prof. Renzo Carli-Presidente del Corso di Laurea GLI STUDENTI SONO INVITATI AD INTERVENIRE!!
Data: 27/07/2004

PROGETTO FORMATIVO TRIENNIO INTERVENTO CLINICO
PROGETTO FORMATIVO DEL CORSO DI LAUREA TRIENNALE INTERVENTO CLINICO 1. Premessa Il Corso di Laurea triennale “Intervento” ha quale obiettivo fondante quello di preparare tecnici psicologi in grado di intervenire su specifici problemi caratterizzanti individui, gruppi di persone od organizzazioni, entro specifici contesti. 1.a Ciò significa che l’intervento comporta una conoscenza dei problemi di cambiamento delle persone o dei gruppi, così come la conoscenza del contesto entro cui si interviene. Esempio: si può intervenire entro problemi di relazione e di conflitto tra persone in uno gruppo di lavoro; questo intervento sarà, peraltro, diversamente orientato se si tratta di una classe scolastica, di un gruppo di lavoro entro una cooperativa del terzo settore o dell’équipe che opera in un servizio socio-sanitario. 1.b L’intervento è volto allo sviluppo delle risorse presenti nelle strutture che chiedono l’intervento stesso, sulla base di specifici problemi; non alla riduzione del deficit dei singoli individui. L’obiettivo dell’intervento, quindi, è lo sviluppo delle persone entro il loro contesto; non la cura o la correzione di specifici deficit individuali. 2. Piano formativo Il piano formativo prevede tre momenti della formazione, corrispondenti ai tre anni del Corso. 1 anno: presentazione dei modelli generali della Psicologia (alfabetizzazione psicologica), in relazione ai modelli che caratterizzano le scienze umane: sociologia, antropologia culturale. Tale alfabetizzazione è suddivisa in tre grandi linee formative: · Presentazione dei modelli fondanti la scienza psicologica, in relazione alle varie e tradizionali aree di studio della psicologia: psicologia generale, psicologia della personalità, psicologia sociale, psicologia dell’età evolutiva, psicologia fisiologica, psicometria, psicologia delle organizzazioni · Presentazione dei metodi di indagine e dei fondamenti storici della psicologia: metodologia della ricerca in psicologia clinica, storia della psicologia e della scienza · Applicazione dell’alfabetizzazione psicologica ad un saper fare di base dello psicologo: laboratorio sul resoconto clinico 2 anno: apprendimento dei saper fare caratterizzanti il triennio: · Analisi della domanda ed analisi del testo · Counselling e colloquio di orientamento · Lavoro di rete e profili di comunità · Verifica dell’intervento All’apprendimento di questi saper fare sono finalizzati gli insegnamenti del secondo anno, con particolare riferimento ai Laboratori, condotti in gruppo ed in piccolo gruppo. Inoltre, nel secondo anno viene presentato il metodo storico, quale fondamento del procedere psicologico clinico, con particolare riferimento al paradigma indiziario ed alla logica abduttiva: costruzione di ipotesi a partire dai segni indiziari raccolti nel lavoro clinico. 3 anno. Applicazione dei saper fare ai differenti contesti dell’intervento. I contesti presentati nel terzo anno sono i seguenti: · Sanità e welfare · Prevenzione e promozione della salute · Scuola · Azienda e organizzazioni produttive di beni e servizi · Strutture per il disagio, la dipendenza e la devianza 3. Utilizzazione professionale dei laureati triennali in “Intervento” Si tratta di un mercato del lavoro in costruzione: va considerata, infatti, l’assenza di esperienze d’offerta di professionalità e competenza da parte dei laureati triennali; ricordiamo, inoltre, che si tratta di un mercato del lavoro avaro di inserimento professionale nei confronti degli psicologi quinquennalisti. I luoghi del possibile inserimento professionale dei nostri laureati triennali possono essere: · la scuola; pensiamo ad interventi volti alla riduzione del drop out scolastico, ad interventi volti a commisurare la formazione all’analisi dello sviluppo locale entro cui la scuola è iscritta; ad interventi volti a facilitare l’integrazione di studenti appartenenti a culture diverse, entro la scuola. · il terzo settore ed il lavoro cooperativo: interventi volti a pianificare e realizzare l’integrazione nel contesto sociale e lavorativo di giovani in difficoltà, anziani, gruppi sociali emarginati, gruppi devianti. Potenziamento del lavoro di rete per l’assistenza ed il recupero di dipendenze, devianze e disagio. · il lavoro cooperativo nell’ambito sanitario: si pensa in particolare alla funzione chiamata “anello mancante”, vale a dire il monitoraggio e l’intervento precoce, in collaborazione con psicologi, psichiatri ed infermieri, di problemi di devianza e malattia mentale entro il territorio nelle sue diverse articolazioni (quartieri, condomini, associazioni, scuole, sistemi di convivenza in genere). L’anello mancante dovrebbe avere funzioni di diagnosi precoce del disturbo mentale o del disadattamento; si propone, inoltre, di aiutare il contesto sociale a contenere, integrare il disagio stesso, con un forte segnale di interesse ed aiuto da parte delle istituzioni competenti. · la consultazione per la nuova utenza della psicologia: pensiamo all’utenza che non presenta “patologie” classiche e funzionali all’intervento psichiatrico, ma che pongono problemi di difficoltà nello sviluppo di singoli o di gruppi sociali, entro il loro contesto. Dall’adolescente con difficoltà scolastiche, alle nuove forme di lavoro giovanile ed alla consulenza per l’orientamento che tali forme, provvisorie e precarie, propongono ai giovani. Pensiamo ai “genitori preoccupati”, ai conflitti intergenerazionali, alle difficoltà di inserimento sociale, alle difficoltà nelle relazioni affettive. · la consultazione nell’ambito degli interventi sanitari traumatici: pensiamo ad interventi, in collaborazione con medici e psicologi clinici, nell’ambito di interventi sanitari quali la mastectomia, le amputazioni, le cardiopatie gravi, le invalidità giovanili per incidenti nel traffico.
Data: 27/07/2004

 

Obiettivi:

Il consulente in psicologia clinica potrà contribuire all'intervento psicologico clinico, con i seguenti obiettivi: - prevenire il disagio ed il disadattamento delle persone entro i contesti organizzativi; - facilitare lo sviluppo delle risorse individuali ed organizzative in situazioni di cambiamento o di disfunzionalità delle organizzazioni e dei servizi; - analizzare la domanda e contribuire alla diagnosi ed alla pianificazione dell'intervento nell'utenza dei servizi sociosanitari; - individuare le culture a rischio entro i contesti sociali, al fine della prevenzione, primaria e secondaria dei disturbi medio-lievi.

Competenze:

Il consulente in psicologia clinica dovrà acquisire modelli, metodi e tecniche atte ad analizzare la domanda, evidenziare le culture a rischio tramite l'analisi dei testi e la conduzione di gruppi di diagnosi del rischio culturale, collaborare alla pianificazione ed alla realizzazione dell'intervento psicologico clinico, verificare con strumenti appositi i risultati raggiunti con la diagnosi e l'intervento così come l'efficacia dell'intervento psicologico clinico.

Sbocchi:

Il consulente in psicologia clinica potrà operare entro i Servizi Socio Sanitari per attività di analisi della domanda e di diagnostica, così come per la collaborazione entro l'intervento psicologico clinico (attività di sostegno, di counselling e di assessment). Potrà inoltre operare nell'ambito di studi privati di psicologia clinica e di intervento psicologico entro le organizzazioni con obiettivi, ancora, di analisi della domanda e di pianificazione dell'intervento. Potrà svolgere funzioni di prevenzione, attraverso lo studio delle culture a rischio e la realizzazione di interventi preventivi entro i gruppi e le culture sociali.